Poesie

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Ci sono storie che hanno radici da ricercare nel profondo dell'anima di chi le vive e le crea, quindi da essere reperibili da un'analisi condotta sull'attività creativa di chi le ha vissute, poiché la vita umana si conduce per percorsi con i quali misurarsi, nella ricerca del senso stesso della finalità e realizzazione della natura, da parte di chi ne è dotato. Ciò si acclara dal titolo dell'ultima raccolta di Pino Pieri che andiamo pubblicando e che testualmente recita "Il mio cammino spirituale attraverso l'arte, la poesia e la natura", come viene dimostrato dalla vita reale, ben realizzata, dell'artista Pino Pieri che conduce una ricerca attraverso le arti espressive e della parola come la poesia, la narrativa, il teatro e al contempo corredate dalla ricerca di una pittura, nell'armonia del colore con predominio dell'azzurro, sempre serenante, e di una scultura più forte ma con valore neoplatonico, per raffigurazione di valori archetipici e rappresentativi dell'umanità.

Lia Bronzi

 

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Il poeta Pino Pieri, nella sua nuova raccolta dal titolo "Il dono prezioso", mostra ancora di possedere il simbiotico amore con i momenti più significativi della natura, che sa fermare con una poesia scorrevole, semplice ma capace di trasmettere la musica stessa che emana dalle piante e dai quattro elementi terra, acqua, aria e fuoco, con i loro valori stagionali, dal cielo azzurro che lambisce l'orizzonte del Mar Tirreno dove abita, Anzio appunto, e il rumore del mare che sa cogliere sempre come la musica più bella del creato. Ma dal fluire mosso dei versi emergono alcune liriche riferite ai sentimenti umani, per piccole e grandi cose che avvengono nei rapporti familiari. Citiamo ad esempio la poesia dedicata alla moglie dal titolo "Tenero abbraccio" , della quale alcuni versi testualmente recitano: "Oggi,/ ho sentito/ sul mio braccio,/  il tuo alito leggero, / e l'ho vissuto/ come soffio/ delicato/ d'inizio primavera,,,".

Lia Bronzi

 

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Pino Pieri è da sempre un ricercatore di bellezza, che crea soprattutto "Armonia",  lo fa con i mezzi artistici che gli sono congeniali come la pittura, la scultura, la letteratura, comprensiva di ogni cifra come narrativa, teatro e poesia. Anche in questo nuovo testo intitolato "Oltre l'apparente vita" , apre la sua conoscenza a vasti orizzonti che sanno andare "Oltre", in quanto nelle liriche si avvale ancor più della sua natura sensibile e atta a recepire tutto ciò che di espressivo esiste attorno all'artista stesso. Infatti le parole di Pino Pieri scorrono semplici, vezzeggiative quanto basta, quando devono esprimere il colore, mettendo a fuoco in tal senso la natura pittorica dell'autore, più incisive, scolpite a bulino, quando il cuore si apre a situazioni più difficili, ma sonore e musicali sempre, nella loro estrema sincerità.

Lia Bronzi

 

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"Una parola ancora" Titolo altamente simbolico, poiché proviene dalla penombra della vita, per quel vedere le cose, quando si è situati nel quadrante dell'ombra, per l'età che avanza segnando il fisico, il cuore di tristezza, ma non la luce della conoscenza che, di sé, può ancora illuminare la vita. Il velo di Iside può coprire la realtà, ma solo in parte, per cui la sofferenza può donare anche più luce. Giungono, allora, fasi di silenzio che sono "echemetia pura", costruttrice di visioni spirituali, razionali, portatrici d'altra "bellezza", frutto del ricordo e della sapienza umana. Ed è tutto un viaggio intrapreso, nuovamente, nel ricordo della natura, animale e vegetale, a riempire la vita del poeta. Ma anche l'anima che accetta con l'invito della buona stagione a gio0care, è momento distensivo a lenire le sue dissolvenze. Mentre l'amore si fa "immenso" quando il poeta si riferisce alla Trascendenza.

Lia Bronzi

 

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Pino Pieri ha svolto sia in questa raccolta di poesia che nella pièce teatrale "Il Baule"  a chiusura della presente pubblicazione dal titolo "Rimasugli", quasi ad evidenziare ciò che resta, col passare del tempo. Per noi, che da molto tempo lo conosciamo, è lo sforamento del pensiero a musicare il suo silenzio, proveniente dall'anima, quale legame di riflessi, dove esiste, da sempre, il tenero flusso della parola poetica, quale volo leggero a modulare e fermentare nuove piccole gioie...

Lia Bronzi

 

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Questa volta Pino Pieri compie una scelta poetica, ontologica ed antologica, ed anche teatrale, che assembla in un unico testo al quale dona il titolo simbolico ed esplicativo come: "L'ultimo volo", dal quale si evince come la terra ci appaia meravigliosa, dalla quale poter guardare verso l'alto, dunque al massimo punto della vita, pur cogliendone la materialità ma anche il suo Oltre. Punto necessario per la corporeità delle cose, tendenti a divenire spirito, o comunque luce, per l'eternità.

Lia Bronzi

Indice de "L'ultimo volo"

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E' un canto d'amore, e talora, di pietas, quasi francescano, che conduce verso l'immensità della vita ed al contempo di omaggio al proprio esistere, con conseguente emozione e ringraziamento verso il Creatore. Ma nello stesso tempo desiderio artistico di creare parole che siano musica, quale suggestivo messaggio verso l'umanità, secondo un passo in forma d'arte vera, che segue la propria visione della realtà, specialmente se essa abbracci esemplari familiari presenti verso i quali i sentimenti sono a pienezza vissuti.

Lia Bronzi

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L'urgenza espressiva in Pieri è frutto di una plotiniana meditazione, lucida ed attenta, quasi a stigmatizzare un cosmogonigo viaggio virtuale, intellettivo, terrestre fino ad essere interstellare, poichè il poeta arriva alla lucente materia delle stelle, partendo dll'infinitamente piccolo e microcosmico per giungere all'infinitamente grande e macrocosmico, in fughe letterarie che son gestite sia dal "logos" che dal "pathos"e che si esprimono attraverso una catarchica parola poetica a dare senso, forma e comunicazione ai sentimenti, al silenzio più volte reiterato nelle liriche per far parlare l'universo ed entrare, così, in sintonia con l'io profondo e con l'esterno.

Lia Bronzi

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Come un viaggiatore errante, Pino Pieri ci accompagna fra boschi e paesaggi, non solo quelli geograficamente reali, quanto attraverso seducenti paesaggi interiori.

Il percorso naturale è tutt'uno con il profondo e insondato cammino dell'animo umano.

Ed è soprattutto questa ad affascinare. L'uomo e la natura, il mondo fuori e quello dentro. Due percorsi che in questa silloge si compenetrano in un equilibrio perfetto.

Ponte di luce

Quel Tuo
palpitare
incessante
sul mare
nell'impronta
di sole,
osservo.
E quella
dorata
luce,
presto
si fa
in me
ponte
che unisce
tempo
con l'intramontabile
tempo
che Tu... nascondi.

Bosco

Bosco

Tra ombra
e luce pura,
in te mi perdo:
bosco.

Rondine

Tra avena  selvatica
e ranuncoli in fiore,
l’occhio segue
la tua traiettoria
che in rapido volo:
muta.
Quel tuffo e rituffo
d’andata e ritorno
è come spartito
di garriti e silenzi
scritto nel cielo
d’un piccolo prato
mentre ritorni
fra l’erba
a sfrecciare
amabile rondine:
tenero annuncio di primavera.

Quando

Quando saremo fossili
e il futuro cercherà
la nostra impronta;
solo plastica,
cicche e cemento,
saranno i tristi testimoni,
del nostro irrazionale cammino

Il cerchio magico

Quando
il passo
s’inoltra
nel cerchio magico
del verde,
ove i rami del leccio
tendono come salici alla terra,
e l’edera,
s’avvolge ai vecchi tronchi;
tu avverti
che la luce che scende
sulle fronde
e si diffonde
di rimando
tutt’attorno:
ti parla
di un mondo diverso,
che vive
e risplende
da sempre,
oltre il nostro tempo.

Convolvolo

Convolvolo

Timida campanula
aggrappata
su grigia rete,
la tua veste
di cielo
entra in me
e come pura acqua,
mi disseta l’anima.

Il mio volo

È vero,
il mio volo
è un po’ basso.
Si nutre
di piccole cose
che l’occhio
vede e non vede.
Ma quelle piccole cose:
un fungo,
un sasso,
una foglia,
un fiore,
mi danno lo slancio
ad andare più in alto;
così l’infinito,
io lo scopro, qui.

Il nostro tempo

Il nostro tempo…
Parole vuote,
pensieri vani,
stordimento.
Fretta che ci divora l’anima.
Come è triste constatare
quanto spesso il quotidiano
ci distolga dal vedere
lo splendore della vita.

Ogni piccola cosa

Due occhi purissimi
sono scesi dal cielo:
limpidi,
innocenti.
Per te,
ogni piccola cosa
che vedi o odi:
luci, colori, profumi, o suoni,
è stupore.
Ed io che t’osservo,
resto rapito
da quell'insaziabile sete
racchiusa
nel tuo limpido sguardo
che scruta e sorride.

Il cielo

Un cerchio immenso, su te.
Un cerchio immenso, su noi.
Un cerchio immenso d’azzurro,
dove riposa la luna.

Ala di migratore

Quando il sole s’affoga
e l’ombra assorbe
cose e case,
un immenso cerchio di luce,
l’universo invade.
E davanti a quel limpido spazio,
l’anima si fa leggera,
e come ala di migratore,
in quell’immenso vola.

Quest’ora di tramonto

Dinanzi a questa trasparenza di colori,
piena di splendore e di magia;
sento di appartenere a un ciclo eterno
che muta
e si rinnova in ogni istante
e che esprime
in quest’ora di tramonto
l’immensa sete umana d’infinito.

Violenza

Gocce di tempo
scivolano su muro
e frantuma al suo passaggio
anche la roccia.
Solo la violenza
cambia volto e muta,
ma imperturbata
si diffonde ancora.

Il Tuo splendore

È qui
il Tuo splendore
è già qui.
Nei riflessi
argentati
di foglie,
nella trasparenza
infinita
di cielo,
nel caldo profumo
di mare.
Ma tutto ciò
che Tu doni,
l'uomo vede
e non vede
perché l'occhio
è accecato,
dal frastuono
del tempo.

Dentro l’azzurro

Oggi,
cammino
con gli occhi
dentro il cielo,
e già mi perdo
in quell’azzurro
e volo.

Voce di fronde

Mi chiami,
con voce che tace,
ma dentro mi scuote;

mi chiami.
E il passo deciso risponde
al verde richiamo.

Sentiero di luce,
sentiero di ombre.
Sentiero che varia
al variare di costa,
mentre mi spinge
la voce tua muta
che dentro mi chiama.

Un passo,
un passo ancora
e la stanchezza di membra
improvvisa mi vince.

Un masso nascosto
tra profumo di muschio
invita il mio corpo
spossato
a sostare.

La voce di fronde
d’incanto
si fioca;
ma un sibilo lento
m’invita a tornare.
E un giorno già sento
che questo accadrà.

Raggio di sole

Un fascio di luce
su platano spoglio:
riveste.
Un raggio di sole,
batte sul cuore:
e al tenero tocco,
risplende.

Paradiso terrestre

Quando entri
nell’ombra
folta di verde foresta
e ti senti accolto
dal suo sacro,
profondo,
materno abbraccio;
dimentica i quotidiani pensieri;
dimentica te stesso:
e godi di quell’attimo
fuggente
che pure sa
d’Eterno Respiro.

Maculato felino

Il tuo raggio lucente
che filtra tra fronde
si posa su me: limpido sole.
E tu mi tramuti
in astuto felino
vestito soltanto di luci
e di ombre
che muta il suo manto,
al soffio del vento.

La luce nel cuore

Tutti siamo stati fanciulli.
Tutti… con la luce nel cuore.
Oggi,
di quella luce pura,
chissà se qualcosa resta.
Chissà!

Come uno scoglio

Taci poeta.
Taci.
Lasciami sospeso
tra cielo e mare,
in attesa
del candido riflesso della luna,
che frange su me: scoglio.

In tutto tu sei

Nel bagliore accecante di sole,
ti scopro.
Tra foglie che ridono al vento,
ti scovo.
Nell’ala che si nutre di cielo,
ti vedo.
Negli occhi innocenti di bimbo,
ti trovo.
In tutto ciò che io osservo,
t’ammiro,
perché in tutto tu sei:
Signore.

Quando udrai

Quando udrai
una voce sottile
chiamarti nonno,
anche se su te,
peseranno ore di tempo,
sarà come un raggio di sole
che penetrando le fitte foglie,
va a riempire di luce
il bruno tronco cavo.

A che serve

A che serve allungare la vita,
se poi il tempo ci muta,
dissecca e accartoccia,
come fa con la foglia appassita?

Il tempo fugge

Il tempo fugge
e tutto al suo passaggio
trascolora.
Solo il sentimento,
se profondo,
resta nel cuore
inalterato ancora.

Al balcone

Mi affaccio al balcone:
e l’azzurro immenso,
vedo.
Il profondo mare,
vedo.
E come fronda rapita dal vento,
fremo.

Alcune liriche recitate dall'autore ...